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Motomondiale – Vince Pedrosa ma Misano è in lutto
Lo spagnolo trionfa in MotoGp, ma durante la gara della classe Regina si spegne lo sfortunato Shoya Tomizawa, pilota giapponese della Moto 2. Lorenzo e Rossi completano il podio di Misano

Un giorno triste per il motociclismo, ma più in generale per lo sport. Shoya Tomizawa non ce l’ha fatta, si è spento all’ospedale di Riccione dopo il terribile incidente nella gara di Moto 2 proprio quando i suoi più conosciuti colleghi della MotoGp si davano battaglia sulla pista di Misano. Proprio per questo l’ennesima vittoria di Daniel Pedrosa passa decisamente in secondo piano, così come il secondo posto di Lorenzo e quel podio ritrovato da Valentino Rossi.
Ma, come spesso capita, “the show must go on”. Lo spagnolo, che partiva dalla pole, scatta come un fulmine e già dalle prime curve comincia a imprimere un ritmo assolutamente insostenibile per tutti gli altri con Lorenzo e Stoner che provano inutilmente ad aggrapparsi ai tubi di scarico dell’iberico. Il leader del Mondiale capisce di non poter competere con Pedrosa e decide così di portare a casa altri 20 punti utili per la corsa iridata mentre il Dottore scalza con prepotenza Stoner dal gradino più basso del podio al termine di una serratissima ed emozionate battaglia, e nel finale resiste al furioso ritorno di un Dovizioso che chiude quarto.
Quarto successo stagionale per un Pedrosa decisamente più forte di tutti i suoi avversari in questo periodo e capace di rosicchiare altri punticini a Lorenzo, anche se il centauro Yamaha resta saldamente in testa alla classfica generale a quota 271 quando mancano ancora sei gare alla fine della stagione. Lo spagnolo della Honda, invece, insegue, a quota 208 mentre si accende la lotta per il terzo posto attualmente occupato ad Andrea Dovizioso (139), inseguito da Rossi e Stoner (entrambi a 130 punti).
Ma non è tempo di festa a Misano, nonostante si decida comunque di assemblare il podio della premiazione sotto i tantissimi tifosi accorsi e forse (si spera) ancora all’oscuro della precedente tragedia. Decisione più che discutibile, ma anche qui siamo di fronte al solito “the show must go on”.
La morte di Shoya arriva dopo la tragedia di Indianapolis dove solo una settimana fa aveva perso la vita il tredicenne Peter Lenz. Il Motomondiale, invece, non si misurava con una simile tragedia da circa sette anni quando durante il GP del Giappone, sul tracciato di Suzuka, si era spento un altro centauro nipponico: Daijiro Kato. Ma, purtroppo, non ci si può mai abituare a simili fatalità e tragedie.
Motomondiale – Rossi “Bisognava dare bandiera rossa”
I protagonisti della MotoGP commentano la morte dello sfortunatissimo Tomizawa, deceduto dopo un terribile incidente in Moto2. Molta tristezza, tanta incredulità ma c’è anche chi, come Rossi, che avrebbe sospeso la corsa dopo l’incidente
DANIEL PEDROSA (Honda, vincitore): “Non ci sono parole. Sento un grande vuoto, è difficile da spiegare, tutti abbiamo lo stesso sentimento, la vita ti da’ l’opportunita’ di scegliere, lui ha scelto le moto, che è la cosa che gli piaceva di più, ma tutti ne conosciamo i rischi. Era un pilota molto forte e coraggioso. Fuori era un ragazzo molto allegro che faceva ridere Per la gara tutto perfetto, sono contento di essere forte. Abbiamo perso tanti punti con un rivale come Jorge. Speriamo di far bene fino alla fine e divertirci“.
JORGE LORENZO (Yamaha, secondo): “Un momento molto triste, era un ragazzo molto allegro e non so cosa dire. La gara di oggi non ha importanza. La morte è presente in questo sport, ma non lo pensi mai fino a quando non succedono certe cose. E’ stato difficile concentrarsi sulla gara dopo aver saputo la notizia”.
VALENTINO ROSSI (Yamaha, terzo): “Quando succedono queste cose il resto non conta tanto. Abbiamo visto che era stata una bruttissima botta, ma poi ci siamo concentrati per la gara. All’inizio pensavo che De Angelis avesse preso solo la moto, poi, pero’, dal replay si è visto che l’ha preso in pieno, che lo ha schiacciato tra le due moto e dopo anche Redding lo ha centrato. In quella curva si va molto forte ed è stata una fortuna che sia De Angelis che Redding non si siano fatti niente. Sospendere la gara? Credo proprio di sì. perché si è capito subito che l’incidente era brutto. Tomizawa non si è più mosso. Quando ho visto che l’ambulanza andava piano ho pensato, bene, è una buona cosa perché lo stanno soccorrendo. Anche se poi, l’ambulanza può andar piano perché ormai non c’è più niente da fare. Anche se lo show deve andare avanti la bandiera rossa con un pilota che resta a terra va data. Quando corri fin da piccolino, prima con le minimoto poi con le 125, quando sei giovane è naturale andare forte e non ci pensi. Poi, quando sei grande e hai un incidente e ti fai male ci pensi un po’. Forse è una fatalità, forse in Moto2 sono un po’ troppi. Un pilota deve avere un po’ di paura per non rischiare”
DOTTOR CLAUDIO COSTA (Clinica Mobile): “Era giovanissimo ed espandeva il suo profumo prima che il nulla lo abbracciasse. E’ stato un incidente terribile con lesioni che non sto ad elencare ma tutte terribili. E’ stato fatto tantisismo, un lavoro egregio al centro medico e a Riccione dove tutti lo hanno accarezzato con tanto amore, poi lui ci ha salutato alle 14.19″.
ANDREA DOVIZIOSO (Honda, quarto): “Noi piloti ci dimentichiamo tra virgolette quanto è facile che accadano queste cose, anche per una stupida caduta. Però è il nostro sport. Negli ultimi anni si è aumentata notevolmente la sicurezza, ma purtroppo possono capitare tante fatalità, questo è uno sport pericoloso. A Brno ero a terra e sono stato evitato da Valentino Rossi? Quando non succede non ti rendi conto, quando c’è voglia di ottenere risultati non pensi altro ed è come se non avessi rischiato niente. Viviamo fuori dalla realtà? Più o meno sì”.
DOTTOR CLAUDIO MACCHIAGODENA (Clinica Mobile): “Dare la bandiera rossa non cambiava niente. Anzi in questo modo ho fatto un intervento più rapido. Il fatto che sia arrivato tardi al centro medico è perché la rianimazione é cominciata in ambulanza. Lo hanno ventilato perché stava perdendo conoscenza. Purtroppo non è la bandiera rossa che ha peggiorato la situazione”.
MATTIA PASINI. “Scherzava sempre con tutti. Me lo ricordo così, allegro. La bandiera rossa? Avrebbe creato troppa confusione”.
MARCO MELANDRI (HondaTeam Gresini): “Sarebbe stupido parlare di altro. Questi eventi tragici sono l’unico modo per riportare umanità in questo mondo in cui si cerca di far vedere tutto così bello. Non ha colpa nessuno, è la sfiga più grande che possa capitare dopo una caduta e non ci resta che ricordarlo in modo sereno. Dobbiamo correre anche per lui“.
GIACOMO AGOSTINI: “Ho sempre detto che cominciare troppo giovani non va bene. A 16 anni puoi fare le piccole e a 18 le grandi. L’incidnte di Indianapolis poteva succedere anche a me. Oggi un altro incidente che ha toccato un po’ tutti. Purtroppo è il nostro mestiere, non vorremno che succedesse mai e a i miei tempi succedeva una domenica si’ e una no. Facciamo questo mestiere, dove si va a 300 allora, non facciamo i farmacisti”.
LORIS CAPIROSSI (SUZUKI): “E’ difficile. Sembra sempre difficile che possa accadere ma in due week-end due ragazzi hanno perso la vita. Ero amico con lui, eravamo mercoledi’ sera insieme a una manifestazione, un ragazzo pieno di goia, uno tosto”.
Motomondiale – A Misano comanda Pedrosa; Rossi quarto

MOTOGP
Continua lo straordinario momento di forma di Daniel Pedrosa che dopo l’abbuffata Americana di Indianapolis conquista la pole position del GP di Misano, dodicesimo appuntamento del Motomondiale. Il centauro spagnolo della Honda ha fermato il cronometro sul tempo di 1’33″948 precedendo il leader del mondiale Jorge Lorenzo e l’australiano della Ducati Casey Stoner, staccati rispettivamente di 308 e 449 millesimi. Per il ducatista anche una caduta nei primi minuti delle qualifiche, una scivolata fortunatamente senza conseguenze che non ha compromesso la giornata di Casey.
Seconda fila aperta da un Valentino Rossi in ritardo di 522 millesimi da Pedrosa e ancora piuttosto lontano dalle prestazioni dei due piloti spagnoli, ma comunque in grado di resistere al prepotente ritorno del suo erede in Yamaha, Ben Spies. Il texano del Team Tech 3 ha infatti chiuso con soli 2 millesimi dal Dottore. Poker azzurro tra l’ottava e l’undicesima posizione in grigia con Andrea Dovizioso davanti Marco Simoncelli, Marco Melandri e Loris Capirossi.
125CC
Pole position di Bradley Smith nella classe 125 in occasione del GP di San Marino, undicesima prova del motomondiale. Il britannico del team Bancaja Aspar Aprilia ha fermato il cronometro a 1’43″329 soffiando il primato sul finire della sessione al leader del mondiale Marc Marquez (4 punti di vantaggio su Nico Terol), staccato di 158 millesimi. Terzo proprio il suo rivale Nicolas Terol (Bancaja Aspar Aprilia) a 315 millesimi. A chiudere la prima fila un altro spagnolo, Pol Espargaro con la Derbi del team Tuenti Racing. Il migliore italiano e’ Simone Grotzkyj (Fontana Racing Aprilia) solo quindicesimo a 1″888.
MOTO2
Toni Elias non ha rivali neanche nelle qualifiche di Misano. Lo spagnolo del team Gresini, leader della classifica generale della Moto2 conquista con autorità la sua seconda pole stagionale, l’undicesima della carriera grazie al tempo di 1’38″991. Secondo posto, staccato di soli 44 millesimi Scott Redding (Marc VDS Racing): il centauro inglese, reduce dal primo podio ad Indianapolis, ha sfruttato gli ultimi minuti di qualifiche per strappare la seconda piazza davanti allo spagnolo Julian Simon (Mapfre Aspar) e al francese Jules Cluzel (Forward Racing). Gli italiani: Andrea Iannone, fermato nell’ultima parte delle qualifiche da un problema alla frizione, partirà quinto mentre Simone Corsi (Jir) ed il rientrante Mattia Pasini (Italtrans) chiudono rispettivamente in sesta e nona posizione. Ottimo settimo tempo anche per Alex De Angelis, settimo davanti al giapponese Shoya Tomizawa.
Gran Premio di Indianapolis – Le pagelle di Indy: Pedrosa mostruoso
Proviamo a dare i voti ai protagonisti della MotoGP del GP di Indianapolis. Pedrosa impeccabile, mentre altra grande prova di Spies; Lorenzo stoico e stremato, male Stoner e Melandri
Daniel Pedrosa – 10: semplicemente straordinario. Gara perfetta, praticamente un missile che traccia giro dopo giro un solco spaventoso sul cemento americano. Quando corre così è decisamente imbattibile
Ben Spies – 9,5: continua la crescita di questo gioiellino che sul circuito di casa si scatena e rischia anche di andare a vincere ottenendo comunque il suo miglior risultato nella classe Regina. Peccato per lui che Pedrosa decida di scatenare tutto il proprio talento sfruttando al massimo i cavalli di un’Honda velocissima. La Yamaha ci ha visto lungo, l’anno prossimo in sella a una moto ufficiale potrà sicuramente dire la sua in diverse occasioni
Jorge Lorenzo – 8: stoico perché porta a casa un prezioso terzo posto nonostante un caldo atroce che lo costringe ad accasciarsi a terra appena dopo essere rientrato ai box. Gara difficile sotto tutti i punti di vista, fa il massimo in un weekend non semplicissimo. E’ comunque sempre saldamente in testa al Mondiale, una con una gara in meno da disputare
Valentino Rossi – 7: discorso simile a quello di Lorenzo anche perché il weekend americano non gli sorride affatto. Tre cadute e tanto spavento gli consigliano una gara difensiva senza eccessi e rischi inutili. Alla fine si accontenta del quarto posto in attesa di Misano
Marco Simoncelli – 7: finalmente arriva a tagliare la bandiera a scacchi grazie soprattutto a un finale in versione gladiatore quando resiste ai feroci attacchi di Bautista
Andrea Dovizioso – 6: ennesimo calo nel finale quando va lungo e consegna in pratica il quarto posto a Rossi mentre in precedenza si era dovuto inchinare di fronte a Lorenzo. Nel finale fa “mea culpa” spiegando la necessità di un cambio di stile di guida: effettivamente qualcosina non va, anche perché l’altra Honda va come un missile. L’unica consolazione è il terzo posto nella ‘generale’, un traguardo da difendere coi denti in questo finale di stagione
Nicky Hayden – 5,5: ci si aspettava sicuramente di più da lui in questo GP americano, non riesce mai a infiammare i tanti tifosi a stelle e strisce presenti
Loris Capirossi – 5: non riesce proprio a venire a capo di una situazione complicata. Che peccato vederlo sempre galleggiare nelle ultime posizioni. Il suo voto, ovviamente, è da condividere con tutto il team
Marco Melandri – 4: una caduta banale, e sicuramente più che evitabile, rovina la festa per i 200 GP. Peccato
Casey Stoner – 4: evidente che stia già pensando alla Honda e al 2011: grossolano l’errore che lo sdraia per terra
Le nostre pagelle di Laguna Seca

Altre notizie
Jorge Lorenzo – 9: il marziano spagnolo picchetta anche Laguna Seca con la sua bandiera. Leader assoluto del Mondiale, attualmente il più forte in circolazione, riceve anche graditi e continui regali dagli avversari. La sesta vittoria in nove gare – sommate agli altri tre secondi posti – lo proiettano di diritto verso il suo primo titolo iridato in “top class”
Valentino Rossi – 8: il terzo posto è semplicemente il massimo che poteva ottenere con quella gamba, con quella spalla e su una pista massacrante dal punto di vista fisico. Alzi la mano chi 50 giorni fa avrebbe scommesso Rossi sul podio di Laguna Seca….?
Casey Stoner – 7,5: ha smarrito gli occhi della tigre. Dove è finito il giovane rampante australiano capace di domare la terribile Desmosedici grazie a una grinta mostruosa e a uno stile di guida sfrontato? Non riesce più a mordere, si accontenta semplicemente di fare il “complitino”; ma non è così che si vincono i Mondiali…
Andrea Dovizioso – 6,5: mantiene il terzo posto in classifica generale, ma la sua involuzione è sotto gli occhi di tutti. Pedrosa, nonostante la caduta, sembra poter puntare a una conferma per l’anno prossimo quando arriverà anche Stoner. Forse è il caso che il Dovi si dia una svegliata se non vuole rischiare di doversi cercare un nuovo team per il 2011.
Ben Spies – 6,5: nella prima parte infiamma la gara con alcuni duelli scoppiettanti, confermando che l’anno prossimo qualcuno in Yamaha si dovrebbe scomodare a fornirgli una moto ufficiale
Marco Melandri – 6,5: anche lui in non al top dal punto di vista fisico ottiene il massimo su una pista dura e complicata come quella americana
Nicky Hayden – 5: padrone di casa e vincitore per ben due volte su questo tracciato non riesce a ripetere gli acuti del 2005 e 2006. Il suo sguardo durante l’inno americano nel pre-partenza preannunciava una gara completamente diversa: delude i tanti tifosi presenti sulle tribune
Marco Simoncelli – 4: tre cadute nei tre giorni americani. Unica attenuante? Era la prima volta che girava qui. Ma ora gli errori in gara cominciano a diventare tanti, troppi. Di talento ne ha da vendere, ma non basta solo quello per vincere: soprattutto in questo primo anno di apprendistato, dove forse servirebbe anche un po’ di calma e pazienza
Daniel Pedrosa – 4: errore pesante, pesantissimo, che in pratica consegna gara e titolo mondiale a Lorenzo. Era (è?) l’unico a poter contenere e contrastare lo strapotere del connazionale: certo che se poi “decide” di buttar via occasioni come queste tutto diventa dannatamente complicato, se non impossibile……
Loris Capirossi – 4: non lo si vede mai, nemmeno quando l’altra Suzuki di Bautista si sdraia nella ghiaia, e dunque toccherebbe a lui tenere alta la bandiera di un team che però forse ha già alzato bandiera bianca
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